giovedì, luglio 16, 2009

incantamento

incanto

inganno e incantamento

vivere nell'inganno è facile
ed è la nostra condizione naturale,
e in realtà questo non dovrebbe dolerci poi tanto
Javier Marias - domani nella battaglia pensa a me,

inganno:
* bugia, espediente, falsità, frode, insidia, menzogna, sotterfugio, stratagemma, tranello, trappola, trucco.
* abbaglio, artificio, errore, illusione, miraggio, incantamento .

La più completa delle biografie non è fatta d'altro che di frammenti irregolari e di scampoli scoloriti, anche la propria biografia. Crediamo di poter raccontare le nostre vite in maniera più o meno ragionata e precisa, e quando cominciamo ci rendiamo conto che sono affollate di zone d'ombra, di episodi non spiegati e forse inesplicabili, di scelte non compiute, di opportunità mancate, di elementi che ignoriamo perchè riguardano gli altri, di cui è ancora piu' arduo sapere tutto o sapere qualcosa.
L'inganno e la sua scoperta ci fanno vedere che anche il passato è instabile e malsicuro, che neppure ciò che in esso sembra ormai fermo e assodato lo è per una volta e non per sempre, che cio' che è stato è composto anche da ciò che non è stato, e che ciò che non è stato può ancora essere.


Javier Marias - domani nella battaglia pensa a me, pag 281

Sembra un dato di fatto che l'uomo - e forse la donna ancora di più - abbia bisogno di una certa dose di finzione, vale a dire, abbia bisogno ddell'immaginario oltre che dell'accaduto. e del reale. Non mi spingerei fino al punto di usare espressioni che trovo risapute o kitsch, come affermare che l'essere umano ha bisogno di "sognare" o di "evadere" (....).
Preferisco dire che ha bisogno di conoscere il possibile oltre che il vero, le congetture e le ipotesi e i fallimenti oltre ai fatti, ciò che è stato tralasciato e ciò che sarebbe potuto essere oltre a quello che è stato.
Quando si parla della vita di un uomo o di una donna, quando se ne traccia una ricapitolazione o un riassunto, quando se ne racconta la storia o la biografia, in un dizionario o in una enciclopedia o in una cronaca o chiacchierando tra amici, si è soliti raccontare ciò che quella persona ha portato a compimento e ciò che è effettivamente accaduto.
In fondo tutti abbiamo la stessa tendenza, vale a dire quella di vederci nelle diverse fasi della nostra vita come risultato e compendio di ciò che ci è accaduto e di cià che abbiamo ottenuto e di ciò che abbiamo realizzato, come se fosse soltanto questo ciò che costituisce la nsotra esistenza.

E dimentichiamo quasi sempre che le vite delle persone non sono soltanto questo: ogni percorso si compone anche delle nostre perdite e dei nostri rifiuti, delle nostre omissioni e dei nostri desideri insoddisfatti, di ciò che una volta abbiamo tralasciato o non abbiamo scelto o non abbiamo ottenuto, delle numerose possibilità che nella maggior parte dei casi non sono giunte a realizzarsi - tutte tranne una, alla fin fine -, delle nostre esitazioni e dei nostri sogni, dei progetti falliti e delle aspirazioni false o deboli, delle paure che ci hanno paralizzati, di ciò che abbiamo abbandonato e di ciò che ci ha abbandonati.
Insomma, noi persone forse consistiamo tanto in ciò che è verificabile e quantificabile e rammemorabile quanto in ciò che è più incerto, indeciso e sfumato,
forse siamo fatti in ugual misura di ciò che e' stato e di ciò che avrebbe potuto essere.
Javier Marias - domani nella battaglia pensa a me, pag 280


pensieri

pensieri

E' curioso come il pensiero cada nell'inverosimile, come se lo permetta in modo passeggero, come fantastichi o si faccia superstizioso per riposare un momento o trovare sollievo, come appaia capace di negare i fatti e di far indietreggiare il tempo, sia pure un istante. Come somigli al sogno
Javier Marias, domani nella battaglia pensa a me,pag. 53, Einaudi ed

Una volta Mesrure, quella che ride, si diverte sempre e quando meno te l'aspetti dice qualcosa di incredibile, mi aveva detto che nessuno puà sapere esattamente quello che pensa. Lo credo anch'io.
A volte dico una cosa e mi rendo conto di averla pensata solo mentre la dico, ma quando me ne rendo conto sono convinta di pensare il contrario....

...Ricordo che all'improvviso persi il controllo dei miei pensieri e cominciai a seguirli, stupito, come se fossero quelli di un altro....

....prendevo quel nuovo calamaio di bronzo, enorme e pesante che stava sullo scrittoio tra i soliti calamai, alcuni di vetro, altri di porcellana, altri di cristallo di rocca, colori decisi e colori vaghi, come se le cose che facevo e vedevo in quel momento non appartenessero a quel momento, ma fossero un ricordo molto lontano. Come accade nei sogni ci vediamo da fuori e rabbrividiamo....

....faccio una cosa ma e' come se non fossi io. Come se ci fosse qualcosa dentro di me che si agita, tutta la cattiveria che mi muove. Ma ne ho bisogno.
Orhan Pamuk, Il mio nome è rosso,pag. 124, Einaudi ed

E tu sai che a stare seduto e quieto, a uno la testa gli si riempie di pensieri. E questi pensieri vivono e prendono forme strane e si aggrovigliano talmente che, alla fine, a quelli che gli capita questo, diventano pazzi. Qui hai un esempio: io (1)

Juan Rulfo




(1): orig.:"Y tú sabes que el estarse sentado y quieto le llena a uno la cabeza de pensamientos. Y esos pensamientos viven y toman formas extrañas y se enredan de tal modo que, al cabo del tiempo, a la gente que eso le ocurre se vuelve loca. Aquí tienes un ejemplo: yo."

Juan Rulfo

identita

identita


MISTERO
Non so spiegare
neppure con me stesso
come possa restare
un animo infantile
all`io di adesso
dentro il suo delitto
e che ostinato
continui a alimentare
dentro la colpa
degli atti suoi di ieri
i sogni, i propositi,
i pensieri…

Paolo Ruffilli - “Le stanze del cielo”

La trama, signora, per me è tutto qui. La coscienza che ho, vede, è "ciascuno di noi si crede uno". Ma non è vero, signore. E’ tanti! Tanti! Secondo tutte le possibilità di essere che sono in noi, uno con questo e uno con quello. E diversissimi. E con l’illusione intanto di essere sempre uno per tutto, e sempre quest’uno che ci crediamo in ogni nostro atto. E non è vero, signora, non è vero. E ce ne accorgiamo bene, purtroppo, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all’improvviso come agganciati e sospesi. Ci accorgiamo, vedendoli, di non essere in quell’atto e che dunque un’atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi alla gogna per un’intera esistenza, come se questa fosse assommata, tutta, in quell’atto!
Pirandello, uno, nessuno, centomila

Quando, per esempio, io parlo con un mio paziente, molte volte mi chiedo: "ma chi sta parlando"? Per me è infatti palese che quello che sta dicendo non gli appartiene, perché risulta, come dire, stonato. Allora chi parla al suo posto è magari il padre, la madre o comunque un'altra persona. Poiché naturalmente ha dovuto, come dire, assimilare queste cose senza saperlo, mi propone una serie di valori che non gli appartengono. Quello che è interessante è che lentamente, molto lentamente, tutto lo sforzo del nostro lavoro va proprio verso un processo che permetta all'individuo, che fino a quel momento era stato in un certo senso "diviso", diventare unico - perché individuo significa esattamente "non diviso", unico - e trasformarlo in una persona con una coerenza interna, che gli permetta di essere finalmente padrone delle sue motivazioni, dei suoi valori e, soprattutto, responsabile della sua vita
Aldo Carotenuto - il pensiero di Jung

oblio

oblio

...tante cose accadono senza che nessuno se ne accorga ne' le ricordi. Di quasi nulla resta traccia, i pensieri e i gesti fugaci , i progetti e i desideri, il dubbio segreto, i sogni, la crudelta' e l'insulto, le parole dette e ascoltate e poi negate o fraintese o travisate, le promesse fatte e non tenute in conto, neppure da parte di quelli a cui sono state fatte, tutto si dimentica o va perduto, cio' che si fa da soli e di cui non si prende nota e anche quasi tutto cio' che non e' solitario ma in compagnia, quanto poco rimane di ogni individuo, di quanto poco vi e' testimonianza, e di quel poco che rimane tanto si tace, e di quello che non si tace si ricorda dopo soltanto una parte minima, e per poco tempo, la memoria individuale non si trasmette e non interessa chi la riceve, il quale plasma e possiede la sua propria memoria.
Tutto il tempo e' inutile, non soltanto quello del bambino, o tutto e' come il suo, quanto avviene, quanto entusiasma o fa male nel tempo si coglie soltanto per un istante, poi si perde e tutto e' scivoloso come la neve compatta e come e' per Celia e per l'uomo che occupa il mio posto il suo sonno di adesso, di questo istante. Quel sonno e' sfumato per sempre sotto i miei stessi occhi, anche se non son ostato io a farlo svanire, nonostante la mia presenza.
Javier Marias - domani nella battaglia pensa a me, pag 197

Che cosa significa, ad esempio, che io ho dimenticato dei rapporti molto duri che ho vissuti quando ero bambino? Può significare che quelle esperienze erano così dolorose che io ho sentito il bisogno di allontanarle dalla mia vita. In realtà, le ho allontanate, ma non le ho cancellate del tutto, perché esse continuano ad operare nascostamente dentro di me. Così molte volte l'origine del mio malessere, l'origine del mio comportamento che non si spiega in nessun modo, può avere la sua ragion d'essere nel fatto che certe esperienze della mia vita, non maturate, non portate alla coscienza - noi diremmo non "elaborate" a sufficienza - continuano a far sentire il loro fastidio, la loro importanza.
aldo carotenuto

"'I suoi argomenti, caro Borges, sono semplici stratagemmi della paura, perchè io non la uccida. Ma ormai non può farci più niente.' 'Una cosa posso ancora farla,' obiettai. 'E quale? ' mi chiese lui. 'Svegliarmi.' E così feci."
(L'episodio del nemico, J.L.Borges) .

Le cose, su Tloen, si duplicano; ma tendono anche a cancellarsi e a perdere i dettagli quando la gente le dimentichi. E' classico l'esempio di una antica soglia, che perdurò finche un mendicante venne a visitarla, e che alla morte di colui fu perduta di vista. Talvolta pochi uccelli, un cavallo, salvarono le rovine di un anfiteatro."
(Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, J.L.Borges)

Pino Daniele - Dimentica







il sole dentro di me (video)

ho sognato di vivere insieme a te.
Eravamo così, così come adesso
il tuo amore sul mio petto
ed un letto da dividere per sempre
insieme
insieme
per sempre.....

Dimenticare non è giusto
non è giusto ma
ognuno coi suoi limiti
ognuno nei suoi guai
dimenticare il vero e il falso
è peggio che morire
ma il tempo ha la sua logica

il testo intero




"L'abbiamo resa tanto folle questa terra, che non possiamo neanche più pensare di trovare un colpevole, una ragione storica, una comprensione culturale. L'unica cosa è la fuga. Fuggire all'interno della foresta, o in America, è la stessa cosa. Basta non vedere e non essere costretti a ricordare".
Sony Labou Tansi, scrittore zairese
da "La vita e mezza" 1990

il passato

reinventare il passato -la memoria individuale

No. La notte che Rüya l'aveva l'aveva lasciato era un'immagine molto più semplice che lo tormentava, un'immagine che gli evocava una felicita' sfuggita, un'opportunita' non colta, una promessa non mantenuta......
...Per tutta quella lunga notte, ogni volta che richiamò alla mente questa immagine ventiquattro anni, si senti' crescere dentro la stessa impazienza, con tutta la sgradevolezza di una pentola di latte che improvvisamente trabocca. Dov'era finito questo famoso frammento di vita che aveva perso?
Orhan Pamuk, il libro nero, Einaudi ed.


...Ma egli si meraviglio' anche di se stesso, per il fatto di non poter imparare a dimenticare e di essere continuamente legato al passato; per quanto lontano, per quanto rapidamente egli corra, corre con lui la catena...
F.Nietzsche

Si tratta dell’aspetto "tragico" dell'esistenza umana. Non credo che il passato possa essere cancellato, sono però convinto che sia possibile trasformarlo. Ogniqualvolta le nostre esperienze passate vengono redente, necessariamente subiscono una modificazione. Dal punto di vista psichico questo implica che, nel momento in cui reinterpretiamo la nostra vita, cambia anche il passato che vive dentro di noi.
La sfida consiste nel mutare costantemente l'immagine delle esperienze che abbiamo vissuto, ravvivandola e ricostruendo la nostra identità se tali esperienze tragiche vengono recuperate, allora la negatività può trasformarsi in positività: il dolore vissuto nel passato, elaborato attraverso il processo di ricostruzione interiore, può tramutarsi in dolore psichico e diventare un elemento di forza.
David Meghnagi - Identità individuale ed identità colettiva

ricordo

ricordo

"come mi ricordavi?"
"Con dolore. Perchè, quando ti ricordavo, pensavo che la donna che ricordavo non fossi tu, ma un'immagine.
Orhan Pamuk. il mio nome e' rosso, Einaudi ed.


La catena della memoria e' dunque la trama che consente all'uomo identita' e ideazione. Qui Nietsche e' d'accordo con Platone per il quale "conoscere e' ricordare". La memoria, il ricordo, e' innanzitutto un ri-accordo che dalla dispersione genera unita', e nell'unita' rintraccia quell'identita soggettiva eoggettiva che la ragione occidentale ha chiamato IO e Mondo. Sia l'uno che l'altro non sono dati di realta' ma costruzioni della memoria. Non ci sarebbe IO se la memoria non costruisse quella sfera di appartenenza per cui riconosco come "miei" azioni, vissuti, pensieri e sentimenti; non ci sarebbe Mondo se la memoria non cucisse la successione delle visioni che altrimenti si offrirebbero come spettacoli sempre nuovi, apparizioni tra loro irrelate

Umberto Galimberti, Idee, il catalogo e' questo

C'e' un verbo inglese, to haunt, c'e' un verbo francese, hanter, molto imparentati e piuttosto intraducibili, che denotano cio' che i fantasmi fanno con i luoghi e con le persone che frequentano o spiano o rivisitano; inoltre, secondo il contesto, il primo puo' significare incantare, nel senso fèerico della parola, nel senso di incantamento, l'etimologia e' incerta, ma a quel che sembra entrambi provengono da altri verbi dell'anglosassone e del francese antico che significano dimorare, abitare, sistemarsi permanentemente (...).
Forse il legame poteva limitarsi a questo, a una specie di incantesimo o haunting, che a ben vedere non e' altro che la condanna del ricordo, del fatto che gli eventi e le persone ritornino e appaiano indefinitivamente e non cessino del tutto ne' passino del tutto ne' ci abbandonino del tutto, e a partire da un certo momento dimorino o abitino nella nostra testa, da svegli o in sogno, si stabiliscano li' in mancanza di luoghi piu' confortevoli, dibattendosi contro la propria dissoluzione e volendo incarnarsi nell'unica cosa che rimane loro per conservare il vigore e la frequentazione, la ripetizione o il riverbero infinito di cio' che una volta fecero o di cio' che ebbe luogo un giorno: infinito, ma ogni volta piu' stanco e tenue. Io mi ero trasformato in quel filo.

Javier Marias, domani nella battaglia pensa a me,pag. 53, Einaudi ed

Pensavo ai ricordi della mia infanzia e scoprivo come il piacere del contatto cambi completamente gli ambienti, i letti, le stanze, i profumi, gli oggetti piu' comuni...

..aveva capito l'importanza dell'infanzia. Aveva imparato a a ricordare e amare i piccoli oggetti del suo passato, le gomme da masticare, i fumetti, e il posto particolare che avevano i primi libri letti nella vita, come i primi amori
Orhan Pamuk. la nuova vita, Einaudi ed.


A volte ci si ricorda all'improvviso di un ricordo lontano gia' rimosso e ci si chiede perchè mi e' venuto in mente adesso, e cosi' la mente si confonde ancora di piu'. Ecco provai una cosa del genere ma mi sentivo piu' sereno che confuso(....) Niente puo' essere piu' prezioso della pace che viene dal dimenticare.

Orhan Pamuk, la vita nuova, pag 177, Einaudi

Ricordo
Non lascio che neanche
un singolo fantasma del ricordo
svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.

Kahlil Gibran "Self-Portrait"

memoria


la parola memoria ha molti significati:da un lato allude al deposito delle immagini, alla ricostruzione che l'uomo fa del suo passato per raccontare se stesso e costruire la sua identita' personale.....

....Tutta questa connessione con l'abisso insondabile della propria memoria meglio rivive in un contesto emozionale (uno spavento, il panico, una carezza l'abbandono, la sete, la fame ).....

D'altra parte, la memoria contiene anche il significato di ricordo, la sopravvivenza affettiva che riconosciamo in una persona che e' stata importante per noi, e continua a vivere dentro di noi.......

...si sa che la memoria e' un meccanismo neurofisiologico che non riproduce ma ricostruisce il passato e lo reinventa molte volte ristrutturandolo o distorsionandolo secondo il presente



Federico Campbell


"Siamo la memoria che abbiamo, senza memoria non sapremmo chi siamo."
Jose Saramago


"Siccome l'identità personale si basa sulla memoria, temetti per la mia ragione"
J.l.Borges


"Non è vero che non ricordo più niente, i ricordi sono ancora là, nascosti nel grigio gomitolo del cervello, nell'umido letto di sabbia che si deposita nel fondo del torrente dei pensieri"
Italo Calvino

venerdì, luglio 03, 2009

cara * - nr 8


………..Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'e' dolce in questo mare.
(G.Leopardi)

Cara, carissima che stai nei miei pensieri


Ho visto la malinconia nei tuoi occhi mentre guardavi dal finestrino:
- ecco vedi, qui e’ il confine tra la toscana e il lazio – mi dicevi e guardavi l’orologio
- mi chiamerai ? a che ora mi chiami ? ti chiedevo io, giusto per rompere quel silenzio che inevitabilmente si mette in mezzo quando due come noi stanno per separarsi, dopo aver trascorso insieme due giorni indimenticabili…..
poi per l’ultima parte del viaggio, fino a Termini, ti ho pensato un bel po’, anzi ho pensato al viaggio, ai tuoi occhi che stavolta mi sono sembrati diversi, piu’ teneri e rilassati.
- Ha lo sguardo sereno – mi dicevo, si vede che e’ cambiata, ora riesco a percepire tutta la differenza rispetto a com’eri prima;
ti abbandoni alle tenerezze e ancora lo fai con un po’ di pudore anzi no, con un po’ di paura. Tu che sempre sei stata, forte, chiusa e diffidente e disincantata per queste faccende di cuore. Se c’e’ una persona capace di vivere senza farsi nessuna illusione quella sei proprio tu, per questo senso pratico della vita che ti ho sempre riconosciuto.
Tenera e generosa, lo sei stata per tutto il tempo, avevi lo sguardo sereno e sei stata perfino un po’ piu’ indulgente con me .
Amore mio io volevo solo appuntarmi che sono stati meravigliosi questi due giorni passati con te;
e’ stato bello camminare per la citta’ senza fretta tenendoci per mano; e’ stato bello fare l’amore senza fretta, lentamente scandendo ogni colpo, ogni movimento del tuo ventre che mi accoglieva e mi avvolgeva senza fretta, e non ho ancora capito se ero io il mare che con le sue onde andava e veniva o se eri tu il mare dove naufrago affondavo e morivo piano piano……

e’ bello sentire la mente leggera con i pensieri che scorrono lenti e senza intoppi

mercoledì, giugno 24, 2009

cara nr 7 - piacere


- mi piace quando mi tocchi -
ti dico ogni volta
- mi fai morire ! -
tu conosci il mio piacere
e io mi abbandono inerme alla saggezza
delle tue mani
le tue mani che colmano tutte le distanze
riempiono il vuoto
tu sei padrona del mio piacere
ne conosci il tortuoso cammino
afferri il desiderio prima ancora che nasca
lo domi, lo cavalchi, lo guidi,
e ne precedi ogni mossa,
quando rallenti, ti fermi, indugi sulla punta
stringi e poi ti allarghi e lo avvolgi e
aumenti la corsa spingendomi fino
al precipizio e poi di nuovo allenti la presa
cosi' piena e avvolgente
oh dolce, mi fai morire
questa onda che sale fino al collo e poi si ritira
e poi ritorna e mi spacca le membra
oh dolce fammi morire ora, ti prego
dai forza! trascinami con te nel precipizio
oh dolce torna con me sulla terra
illuminata dal mio sapore!

cara ** nr 6 - miele



dopo il piacere che hai saputo darmi
- come onde di miele si spalmavano sotto la mia pelle -
non avevo nemmeno la forza di parlare
e mi sono abbandonato nel sonno
e ho fatto quel sogno che mi perseguita:
stiamo insieme ma io so che e' un sogno
e sono triste perche' so che e' un sogno
e al risveglio saro' solo
cosi' mi sveglio con questa tristezza

e immagina tu la gioia che provo
nel sentire il mio corpo abbracciato al tuo
il profumo dei tuoi capelli
oh dolce !
amore !
amore mio !
tu sei il mio sogno !

venerdì, giugno 05, 2009

cara * Nr 5


carissima !
proprio in questo momento mi accorgo che non ti ho mai dato un nomignolo e nemmeno tu lo hai fatto con me; a volte ti riferivi al siculo per dire quanto ero grezzo, focoso e imbranato...
in tutti questi anni non abbiamo mai esagerato con le carezze
anzi si puo' dire che tu hai escluso la tenerezza, quei momenti di intimita' che si scambiano tutti gli innamorati
ora forse ho capito amore mio (come vedi esito un po' nel dire queste due parole)
perche' hai sempre mantenuto una certa distanza...forse...chissa'
oh tu ci tenevi tanto alle mie premure e alle mie attenzioni
ci tenevi che in ogni momento e in ogni occasione ti dimostrassi il mio amore
per potermi meritare il tuo... a me questo un po' mi rodeva lo sai,
e sai anche l'angoscia che mi prendeva quando dovevo farti i regali..

ma la passione, quella si, non e' mancata mai, non si e' mai spento il desiderio
e l'estasi che provo quando ti stringo tra le mie braccia
e ti prendo
dentro l'auto
nei prati appoggiata al muro
oppure quando giochiamo per ore prima di morire
dentro il letto
e poi prepariamo i panini e beviamo il vino
mi basta guardare il tuo seno
le tue gambe di ragazzina...

dolce mi sono distratto
cosi' mentre pensavo una cosa ne ho scritta un'altra

volevo dirti come e' stato bello mercoledi'
come sei cambiata
cosi' tenera e appassionata !!

ma lo faro' un'altra volta
un giorno ti diro' che sarei morto senza di te
che se non c'eri tu sarebbe stata dura per me

che se questo amore dura ancora dopo 19 anni una ragione profonda ci sara'

che e' bello ascoltare con quanta saggezza affronti i problemi anche i piu' dolorosi
e metti a posto le cose
che mi si scioglie il cuore quando mi dici che ti manco
perche' tu sei avara di parole e percio' le tue
hanno un grandissimo valore
immenso e profondo

sei tu il porto che mi ripara dalle tempeste
e non mi fa naufragare
sei tu che alimenti il fuoco della mia passione
e mi fai bruciare di desiderio
sono le tue mani sapienti
che mi conoscono piu' di quanto io sia capace

una donna squisita

Una donna squisita non e' quella che ha piu' uomini ai suoi piedi, ma quella che ne ha uno solo che la rende veramente felice

una donna bella non e' la piu' giovane, ne' la piu' magra, ne' quella che ha la pelle piu' liscia, o i capelli piu' attraenti, e' quella che anche solo con un sincero e aperto sorriso e un buon consiglio, puo' rallegrarti la vita

una donna di valore non e' quella che ha piu' titoli, ne' piu' incarichi accademici, e' quella che sacrifica temporaneamente il suo sogno per rendere felici gli altri

Una donna squisita non e' la piu' ardente (quantunque se me lo chiedessero, tutte le donne sono ardenti, quelli che non abbiamo passione siamo noi uomini) ma quella che vibra facendo l'amore solamente con l'uomo che ama.

Una donna interessante non e' quella che si sente lusingata nell'essere ammirata per la sua bellezza ed eleganza, ma e' la donna dal carattere fermo che sa dire NO.


e un uomo.....

un uomo squisito e' quello che apprezza una donna cosi'
che si senta orgoglioso di averla come compagna

che sa accarezzarla come un musicista virtuoso "tocca" il suo strumento

che lotta a suo lato compartendo tutti i ruoli, dal lavare i piatti a servire la trippa, fino a restituirle le carezze e le attenzioni che lei gli ha gia' riservato.

la verita' cari uomini e' che le donne nell'essere "machos" ci recano grande aiuto


Che coglioni siamo stati e siamo quando apprezziamo un regalo solo per la vistosita' della confezione

Coglione e mille volte coglione l'uomo che mangia merda per la strada avendo una deliziosa pietanza in casa

Gabriel Garcia Marquez

° ° °

ho conosciuto, una donna bella, di valore,
una donna
squisita e interessante una donna che ammiro,
una donna cui voglio tanto bene

e' talmente grande e smisurato questo bene
che mi rende goffo, arrogante e invadente
non le chiedo di capire
perche' nemmeno io ne capisco la natura...
solo vorrei che per un attimo sentisse
l'ansia e l'urgenza che sento per la sua felicita'

una donna e' unica e speciale
se ti spinge ad essere migliore

tu hai questa grazia

anche quando taci
e sei assente




il piu' delle volte la gente fa esattamente l'opposto di quello che pensa o crede di fare......

pensi di dare aiuto e invece ferisci""

O Pamuk - La nuova vita

°


voglia il cielo che il mio comportamento
giammai produca questo orribile misfatto !!!


martedì, giugno 02, 2009

il cuore infranto

il cuore infranto - John Donne


Completamente folle è chi dice
d’essere stato innamorato per un’ora
e non perché l’amore svanisce cosi presto,
ma perché in minor tempo dieci ne divora;
chi mai mi crederà, se io vi giuro
d’aver avuto la peste per un anno?
Chi mai non riderebbe, se affermassi d’aver visto
una fiasca di polvere bruciare un giorno intero?

Ah, che balocco è il cuore,
se cade nelle mani dell’amore!
Tutti i dolori fanno posto ad altri dolori,
e solo un po’ ne chiedono per se’;
vengono a noi, ma Amore ci trascina,
ci inghiotte e non mastica mai: come mitraglia
ci uccide in grande schiera.
E’ il Luccio tiranno, i nostri cuori pesciolini.

Se non fosse così, che avvenne al mio cuore
quando ti vidi per la prima volta?
Portavo un cuore entrando nella stanza,
ma uscendo non lo avevo più:
fosse andato da te, lo so bene, il mio cuore
forse avrebbe insegnato al tuo a mostrarsi
con me più pietoso: ma l’Amore, ahimè,
come vetro lo infranse al primo colpo.

Eppure niente può accadere al niente,
né alcun luogo può essere mai vuoto,
per questo penso che il mio petto
ancora conservi quei frammenti, separati;
e come gli specchi infranti mostrano
centinaia di piccoli volti,
così i miei frammenti di cuore
possono scegliere, desiderare e adorare,
ma dopo un tale amore .....
.... non possono più amare.

Ricordare e' sapere cio' che vediamo.



"come mi ricordavi?"
"Con dolore. Perchè, quando ti ricordavo, pensavo che la donna che ricordavo non fossi tu, ma un'immagine....

Orhan Pamuk, “Il mio nome e' Rosso”, Einaudi ed.



magritte
questa non è una pipa ( magritte )


questo quadro di magritte ci invita a non confondere la rappresentazione delle cose, con le cose stesse.
L'immagine di una persona non e' la persona stessa.
a volte su una persona proiettiamo il nostro ideale di persona e siamo incapaci di vederla per quello che essa e' realmente.
A volte siamo condizionati dai pregiudizi, e restiamo vittime delle illusioni




Ricordare e' sapere cio' che vediamo.
Sapere e' ricordare quello che vediamo.
Vedere e' sapere senza ricordare.


...Percio' anch'io credevo di vederla dappertutto. Capii meglio Ibn Arabi quando parla dell'amore come capacita' di rendere visibile l'invisibile, desiderio di sentirsi accanto cio' che non si lascia vedere...
Orhan Pamuk, “Il mio nome e' Rosso”, Einaudi ed.




non e' forse questa la forza misteriosa dell'amore ?
che ci fa cogliere l'essenza della persona amata
cio' che nessun altro riesce a vedere

quando siamo presi dal demone di eros
vediamo l'anima della persona amata, nella sua piu' profonda e intima essenza
oppure vediamo una rappresentazione illusoria
una proiezione della nostra mente.....
...una persona unica e speciale, nell'uno e nell'altro caso

a volte sento le cose,
ho la percezione esatta
dei sentimenti e delle emozioni
ma per paura, vilta', pigrizia o convenienza
o chissa per quale strano e sconosciuto impedimento
mi rifiuto di vedere
e divento spettatore
della mia vita di cui non sono piu' padrone........




"....faccio una cosa ma e' come se non fossi io. Come se ci fosse qualcosa dentro di me che si agita


Orhan Pamuk, “Il mio nome e' Rosso”, Einaudi ed.







lunedì, giugno 01, 2009

cara * nr 4


mia adorata, ogni giorno mi sorprendi sempre di piu'; sembri un'altra persona, cosi' gentile, dolce e premurosa! oserei dire cosi' romantica!
che cosa e' mai successo che ti ha cambiato fin oa questo punto ?
spero che mercoledi possiamo stare insieme tutto il giorno
un bacio mia dolcissima!!!!


venerdì, maggio 29, 2009

luna di miele


E cosi' sei venuta a roma e hai trascorso una stupenda luna di miele con il tuo grande amore mi hai detto.....
sei venuta a roma dicendo che invece eri da tutt'altra parte...
ma che brava !!!!!
che temeraria !!! come dici tu
"Folle e' chi non osa nella vita"

quindi tu in procinto di prendere una decisione importante, forse la piu' importante della tua vita, ora che hai tutte le carte in mano, ora che i tuoi ti appoggiano e che puoi far valere i tuoi diritti...cosa fai ?
sfidi la sorte, rischiando di rovinare la tua vita, rischiando di essere ammazzata, di essere rinnegata dalla tua famiglia e di essere additata da tutti come una p., rischiando di restare sola e fottuta per sempre...
brava complimenti !!
continua a giocare con la sorte, ti andra' bene 99 volte ma se la centesima non ti va bene che ne sara' di te ?

e il grande amore che ah fatto ?
oh non gli e' parso vero, di poterti godere tutta anima e corpo per tre giorni
a casa sua!
cazzo come sei ingenua quando dici che lui rischia (ma lo dici tu o te lo ha fatto credere lui ? )
andando in giro per roma con te....

lui ti dice sempre si, lui furbo, asseconda le tue pulsioni
infantili, il tuo bisogno di fuggire dalla realta'
e rifugiarti nelle illusioni;
ti dice sempre si,
tu dici di venire a vivere a roma e lui subito si
dici di andare a modena e lui dice che si trasferisce
dice che fa pure un figlio ocn te
ma come e' bravo !
vedremo se e' altrettanto bravo e maturo e innamorato a farle
le cose oltre che dirle, vedremo!

e ci credo che lui ti ha consigliato di dirmelo!
sai che godimento nell'immaginare la mia umiliazione !
lui che se n'e' fottuto di te per un anno intero
di te e dei tuoi problemi e del tuo bisogno di amore e di cura e di comprensione
lui che si divertiva nelle chat cercando carne fresca
(oh si certo lui non ha scopato, lui cercava solo amicizie)
si presenta tranquillo dopo tanti mesi
ti giura amore eterno
e tu in poche ore mi mandi a fare in culo
mi dici che non mi hai amato
mi dici che non ti eccito
insomma che la mia presenza ti fa un po' schifo
e dopo qualche settimana te la spassi con lui per tre giorni
rischiando il tuo futuro....

io che passavo tutto il tempo a cercare di risolvere i tuoi problemi
io che ti stavo vicino giorno e notte,
che coglione ero io che credevo a tutte le cazzate che mi dicevi
io che rischiavo di farmi licenziare per venirti a trovare
io figurati coglione come sono se ti avrei permesso di fare una simile pazzia
e comunque tu non ti sei mai sognata di dimostrarmi tanto amore

allora dimmi un po' wonderbaby
o sei una bastarda o sei una bambina
se hai voluto umiliarmi cosi'
ci tenevi tanto a farmi sapere che con lui fai cose che con me mai e poi mai avresti fatto?
ti eccita tanto l'idea?
oh immagino quando glielo avrai detto
il tuo e il suo godimento

povera bambina
sai che ti dico
sono tutti cazzi tuoi
prima o poi dovrai fare i conti con te stessa

se fai bene scorda
se fai male pensa

prima o poi dovrai smettere di fuggire
e dovrai cominciare a pensare

giovedì, maggio 28, 2009

ad occhi aperti


lo sai al telefono gli ho detto:- un giorno io vengo via xx settembre ti chiamo e ti dico che ho un nuovo costume - e lui si e' messo a piangere



questo mi hai raccontato e ti sei pure incazzata per la mia reazione un po' scettica e ironica...stronza diresti tu
ma prova a fantasticare un'altra scena quando passi intere mattinete con lui al telefono:
un giorno vengo in via xx settembre ti chiamo per dirti che ho bisogno di soldi per i libri della piccola -
mi piacerebbe sapere che cosa farebbe lui .............

domenica, maggio 24, 2009

collage

martedì, maggio 12, 2009

sbrogliare la matassa nr. 2


l'11 di marzo era la vigilia del nostro ultimo incontro
tutto sembrava bello e luminoso tu dicevi di amarmi e mi chiedevi di amarti, di sorprenderti.
Ti stavi separando definitivamente da lui, stavi cercando di staccarti da lui.
oh mia adorata, perdonami se ancora ti chiamo cosi', forse sono stato poco sensibile nel non capire che avevi bisogno di tanto amore e affetto e comprensione, invece della mia stupida rabbia.
Ma e' andata cosi' e ora io sto solo cercando di sitemare un po' i ricordi e faccio finta di parlarti, perche' sai, da allora non ho piu' parlato con nessuno.
Eppure io quella sera avevo un cattivo presagio, sentivo che la mia felicita' era in pericolo, come in un incubo guardavo con terrore l'abisso in cui temevo di precipitare.
ricordi, amore mio?, ti chiamai piu' volte, ti mandai un messaggio:
- e' confermato per domani ?

solo qualche ora piu' tardi ricevetti il tuo
- certo, perche' hai paura ? t.a.

La notte di due mesi e un giorno fa, quella terribile notte, non dormii,
tanti pensieri si aggrovigliavano...
ricordavo l'angoscia dell'anno prima, quando mi lasciasti dicendomi che non mi amavi,
ma ricordavo anche le tue parole d'amore, la gioia degli ultimi mesi, ricordavo i miei progetti segreti, che avevo paura di confidare perfino a te.....
vivremo insieme, avremo una casa, avro' cura delle piccole, se le cose vanno bene tra di noi, e' questa la soluzione, e' questo il sogno della mia vita.

Cosi' arrivai il giorno dopo al nostro incontro, pieno di speranze e di angoscia.

io non so se l'ha gia' detto qualcuno, ma credo che nella vita ci sono dei momenti
in cui puoi cambiare il tuo destino. Dalla decisione che prendi dipendera' la tua vita futura, e non potrai piu' tornare indietro.

io davvero non so se tu eri consapevole in quei giorni mentre maturavi la tua decisione di separarti da me, non so se hai agito di impulso o se hai riflettuto sull'importanza di quella scelta. Non lo sapro' mai amore mio.

Ma in quei giorni, io sentivo il mio destino nelle tue mani, tutto cio' che sarebbe stata la mia vita, i miei progetti, la mia casa (la nostra casa), tutto questo dipendeva da te. E a poco a poco, ora dopo ora vedevo svanire il nostro sogno. O forse chissa era solo il mio sogno al quale tu non hai mai veramente creduto, ne' mai ti ha interessato.

la mia non era passione, questo sentimento cieco, che ci prende, ci domina e ci travolge, che ci solleva in alto e ci porta all'estasi e poi all'improvviso ci trascina nella polvere.

il mio era quell'amore che provi verso la donna con la quale vuoi condividere la tua vita, senza mai smettere di amarla e averne cura, nemmeno per un minuto, nemmeno nei momenti noisosi.
il mio non era l'amore dell'amante che ruba due ore di felicita' senza condividere tutto il resto.
Io pensavo a te come alla mia dolcissima sposa che dovevo nutrire d'amore e devozione di cure e di attenzioni, di pazienza e fiducia....

io non desideravo possederti, la mai gioia veniva alimentata dal desiderio di cercare e volere il tuo bene.

in una delle tue ultime lettere mi chiedevi di sbrogliare la matassa, ricordi mia adorata ?
mi chiedevi di capire cos'era quello che provavi per me.
tu sognavi sempre di vivere insieme e di avere un figlio. Forse tu mi amavi dello stesso amore.
Quell'amore che come i sogni, richiede, fiducia, impegno, pazienza, rigore, che giorno dopo giorno devi, coltivare, alimentare, costruire, affrontando la realta' e i problemi.............o almeno per un attimo hai creduto. Ma quell'amore richiedeva di andare fino in fondo; e forse sei stata piu' saggia di me nel capire che c'erano troppi ostacoli;

Si e' vero sono tanti i modi in cui si puo' amare. Forse tu hai cercato di trovare in me le stesse sensazioni, lo stesso amore che lui ti dava. Quell'amore che ti ha segnato cosi' profondamente. Ma non lo avresti mai trovato, io potevo solo essere una pallida ombra, non potevo, no ndovevo non avrei mai voluto essere diverso da cio' che sono.

Ma di una cosa sono certo:
se quel sogno era impossibile, allora io, se davvero ti amavo come si puo' amare una sola volta nella vita, allora io dovevo farmi da parte, per il tuo bene e la tua felicita'.

venerdì, maggio 08, 2009

la via...


la via....
Qualsiasi via è solo una via,
e non c'è nessun affronto,
a sé stessi o agli altri
nell'abbandonarla
se questo è ció che il tuo cuore ti dice di fare.
Esamina ogni via con accuratezza e con ponderazione.
Provala tutte le volte che lo ritieni necessario.
Quindi poni a te stesso,
a te stesso solamente
una domanda.
Questa via ha un cuore?
Se lo ha, è una via buona.
Se non lo ha non serve a niente

Carlos Castaneda